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PRESENTAZIONE DEL SIPARIO RESTAURATO DEL TEATRO SIVORI

Domenica 24 maggio, alle ore 15, sarà presentato all'Auditorium di Santa Caterina in Finalborgo, il Sipario restaurato del Teatro Sivori. Il restauro è stato realizzato con il contributo della Fondazione De Mari della Cassa di Risparmio di Savona.

Il TEATRO SIVORI

L'edificazione del Teatro Sivori rispondeva ad un vecchio desiderio della popolazione di Finalmarina che, dal 1824, in seguito alla restituzione al Collegio Ghiglieri di un grande locale nell'omonimo Palazzo utilizzato per gli spettacoli, era rimasta priva di un locale adatto agli spettacoli. Le spese di costruzione furono ripartite tra il Comune e le famiglie più importanti del paese. Furono chiamati a lavorare alle decorazioni artisti come Antonio Brilla (1813-1891), famoso scultore savonese, e Luigi Baroni, specialista in ornato. Mario e Giuseppe Moscino realizzarono invece le scenografie ed il celebre pittore Giovanni Quinzio (1832-1918) il sipario. Il teatro aveva una capienza di 400 posti (tre ordini di palchi ed una platea) e fu dedicato a Camillo Sivori (1815-1894), unico allievo di Paganini, virtuoso e concertista di fama internazionale, che lo inaugurò con due concerti nel dicembre del 1868. Per molti decenni il Sivori costituì la sede ideale per ogni tipo d'attività culturale ospitando spettacoli di prosa, stagioni operistiche, concerti, operette, spettacoli d'arte varia, riunioni, veglioni carnevaleschi, proiezioni cinematografiche, conferenze e così via. Dei tanti artisti che ne calcarono le scene ricordiamo Riccardo Stracciari, Lina Pagliughi, Antonietta Stella, Vittorio De Sica, Marzari e Sorrentino. Chiuso per inagibilità nel 1956, il Teatro Sivori è oggi in fase di recupero (sono già stati restaurati il tetto e la facciata). Una seconda fase di recupero è iniziata di recente. I lavori per il consolidamento di volte, scale e murature dei palchetti sono iniziati nelle scorse settimane.

IL SIPARIO

La realizzazione del Sipario Principale del Teatro Sivori, delle dimensioni di mq. 67,73, fu affidata al pittore genovese Giovanni Quinzio (1832-1918). Quest'opera, che riveste grande importanza perché si tratta dell'unico sipa­rio ottocentesco ligure che si sia conservato, rappresenta un'allegoria in cui Camillo Si­vori viene avviato dalla Gloria verso le scale di un tempio, dove si scorge la scritta "Sic itur ad Astra". Paganini gli va incontro, mentre la Storia (in basso a sinistra) registra la dedica, che fu espressamente decisa dalla Commissione teatrale: "A CAMILLO SIVORI FINALE MARINA MDCCCLXV".

Giovanni Quinzio fu allievo di Giuseppe Isola e gli succedette nella cattedra di pit­tura all'Accademia Ligustica. Visse a stretto contatto con il Barbino, di cui è evidente l’apporto scenografico proprio nella realizzazione del sipario del teatro finalese. Si specializzò nell'affresco (numerose chiese e ville in Genova) e fu direttore per molti anni delle pinacoteche civiche del capoluogo. Di lui ricordiamo un altro sipario teatrale, quello del Politeama Genovese (1871) rappresen­tante "II trionfo della pace".

 

 

 

 

 
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